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Messaggio |
fannyfanny |
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Oggetto: Usucapione casa familiare
Inviato: 28 Gen 2010 - 05:17 AM
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Passante

Registrato: 26 Gen 2010
Messaggi: 2
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Cari civilisti vi sottopongo la questione:
Una donna vive da sempre nella casa della famiglia di lei, anche dopo essersi sposata continua a vivere lì con i propri figli per volere del padre che la desiderava vicina pur avendo la prima la possibilità di vivere in casa propria.
Il padre muore, l'appartamento si succede pro quota alla madre e agli altri 3 figli.
Nessuno di essi si interessa nè vuole interessarsi delle questioni afferenti all'appartamento, la donna lo utilizza come se ne fosse la proprietaria indisturbatamente e alla luce del sole, paga anche le spese relative alle loro quote lo ristruttura ecc..
IL tutto si protrae da ben oltre vent'anni.
La donna potrebbe avere usucapito l'immobile con l'esclusione della quota materna essendo la tutrice legale della donna(madre), che per altro è appena deceduta? |
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aiònonno |
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Oggetto: Usucapione casa familiare
Inviato: 29 Gen 2010 - 05:12 AM
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Neofita


Registrato: 27 Dic 2006
Messaggi: 97
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l'usucapione, nel caso di comunione ereditaria, è più complessa rispetto all'ipotesi ordinaria.
la legge prevede (o si ritiene che preveda) una sorta di impossessamento automatico dei coeredi.
per tale ragione, di regola, la vittoria in un procedimento teso ad accertare l'usucapione del bene da parte di uno dei comunisti, presuppone la dimostrazione dei normali requisiti del possesso protratto nel tempo, ma anche della esclusione degli altri dal possesso del bene mediante la c.d interversio possessionis.
spesso si adduce l'esistenza di un accordo tra i comunisti finalizzato all'assegnazione divisionale del bene ad uno di essi. |
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fannyfanny |
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Oggetto: Usucapione casa familiare
Inviato: 29 Gen 2010 - 12:47 PM
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Passante

Registrato: 26 Gen 2010
Messaggi: 2
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Nel caso di usucapione ereditaria come dici tu occore che il coerede provi un atteggiamento di totale esclusione degli altri coeredi, come si suol dire deve comportarsi uti dominus e non uti condominus.
La questione nel caso di specie si complica considerando(entro più nello specifico) che non si ha a che fare con una usucapione esclusivamente ereditaria perchè dalla morte del padre sono decorsi solo 16 anni, ragione per la quale occorre riferirsi ad un periodo anteriore periodo nel quale il proprietario(padre)era ancora in vita.
Si potrebbe facilmente opporre il fatto che la donna in questione non possa vantare alcun possesso(prima della morte del padre) abitando l'appartamento per ragione di ospitalità che come si sà insieme alla causa di servizio non è idoneo ad instaurare alcun possesso.
Occorrerebbe dimostrare una interversio possessionis nei confronti del padre, il quale in realtà aveva pregato la figlia di rimanere in casa con lui e di usarla come casa propria.
Illuminatemi su qualche soluzione.
Per il restante periodo la donna è in possesso tra l'altro di un raccomandata dove i suoi fratelli affermano di non voler saperne nulla delle spese condominiali e di non aver nemmeno le chiavi di casa lamentandosi per altro che qualche anno prima non gli fu consentito neanche l'ingresso.Quanto alla madre la sentenza di interdizione risale al 97, ma abbiamo la possibilità di produrre documentazione da cui si evice che la schizzofrenia di cui soffriva fosse pregressa e addirittura risalente al 78.Attendo una dritta. |
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