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Speciale redditometro 2012

Al fine di combattere l’evasione fiscale in Italia, le prime misure adottate dal governo Monti (insieme ai controlli a campione sul territorio, come nei casi di Cortina D’Ampezzo, Roma e Portofino) vanno dalla tracciabilita’ sull’uso dei contanti, a Serpico, ai nuovi spesometro e redditometro.
Il nuovo modellodi redditometro prevede 11 tipi di nuclei familiari e circa 100 voci di spesa, articolate in sette categorie:

  • abitazione
  • mezzi di trasporto
  • contributi e assicurazioni
  • istruzione
  • attività sportive e ricreative e cura della persona
  • altre spese significative
  • investimenti immobiliari e mobiliari netti

Nel dettaglio: >>> Read the full story

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Non è reato attaccare una foto porno della ex sul pianerottolo

Corte di cassazione – Sezione V penale – Sentenza 26 gennaio n. 3221

La Corte di Cassazione, con sentenza 3221/2012, ha assolto dal reato di diffamazione e violenza privata un uomo sulla sessantina, residente a Chiavari in Liguria, che per ripicca verso la ex moglie aveva affisso una foto di lei intenta a compiere un atto sessuale sulla porta di casa della sorella.
Infatti, spiegano i giudici della Suprema Corte, “la diffamazione è reato di evento che si consuma nel momento e nel luogo in cui i terzi percepiscono l’espressione ingiuriosa”.

Dato che nel caso in questione a mancare sarebbe proprio la prova che la fotocopia della fotografia sia stata effettivamente vista da altre persone, il reato non sussiste. Infatti, “non può ritenersi essere esistente il requisito della comunicazione del fatto ingiurioso a più persone, che ne abbiano avuto effettiva conoscenza”. [GD Giuris.Lex 24 del 26-01-2012 - PENALE]

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Esecuzione contro la P.A.: Cassazione civile, sez. III, 26/11/2010 n. 24078

Cassazione civile , sez. III, 26 novembre 2010 , n. 24078

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TERZA CIVILE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente -
Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere -
Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere -
Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere -
Dott. FRASCA Raffaele – rel. Consigliere -
ha pronunciato la seguente:
ordinanza
sul ricorso 7747-2009 proposto da:
INPDAP – ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIPENDENTI
DELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA (OMISSIS) in persona del Presidente
- Commissario Straordinario, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
DI SANTA CROCE IN GERUSALEMME 5, presso lo studio dell’avvocato
FIORENTINO GIUSEPPE (dell’Avvocatura dell’Istituto), che lo
rappresenta e difende, giusta procura ad litem a margine del ricorso;
- ricorrente -
contro
V.B.;
- intimata -
avverso la sentenza n. 138/2009 del GIUDICE DI PACE di MESSINA del
13.12.08, depositata il 09/01/2009;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
07/10/2010 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELE FRASCA;
udito per il ricorrente l’Avvocato Giuseppe Fiorentino che si riporta
agli scritti.
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. CARLO DESTRO
che nulla osserva rispetto alla relazione scritta.

Fatto
Diritto

quanto segue:
p.1. L’INPDAP – Istituto Nazionale dei Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica ha proposto ricorso straordinario per cassazione contro la sentenza del 9 gennaio 2009, con la quale il Giudice di Pace di Messina, investito da esso ricorrente dell’opposizione – limitatamente alla somma di Euro 161,24 – avverso un precetto notificatogli da V.B. per il pagamento della maggior somma di Euro 813,90 sulla base di un decreto ingiuntivo riguardo al quale era stata concessa provvisoria esecutività ai sensi dell’art. 648 c.p.c. nel relativo giudizio di opposizione, ha rigettato l’opposizione, assumendo che l’opposizione, fondata dal ricorrente sulla inosservanza del termine dilatorio di cui al D.L. 31 dicembre 1996, n. 669, art. 14, sarebbe stata da qualificare come opposizione agli atti esecutivi e come tale doveva reputarsi proposta tardivamente, cioè oltre il termine di venti giorni dalla intimazione del precetto. L’intimata non ha resistito al ricorso.
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Le news del DLgs 201/2011 pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Nel pacchetto di misure “salva Italia” approvato dal Consiglio dei Ministri di domenica scorsa rientrano numerose misure di interesse per i professionisti, con novità anche dal punto di vista fiscale e contributivo. Il Decreto contiene una riforma delle pensioni, limitazioni all’utilizzo del contante, benefici fiscali e semplificazioni amministrative per professionisti, tempi certi per una riforma delle professioni, oltre a un eventuale aumento dell’IVA di due punti percentuali.

Aggiornamento del 7 dicembre 2011
Il decreto (DLgs 201/2011) pubblicato in Gazzetta Ufficiale e già in vigore.

Nuovi limiti per l’utilizzo del contante (art. 12)

Nel “pacchetto antievasione”, a partire dal 1 gennaio 2012 il divieto di utilizzo dei contanti e dei titoli al portatore per pagamenti superiori ai 1000 euro. Una riduzione ben più severa rispetto a quanto fissato quest’estate dall’ultima manovra che aveva già abbassato la soglia da 5000 a 2500 euro, ma più alta dei 500 euro ventilati alla vigilia.

Regime fiscale premiale a favore della trasparenza (art. 10)

Dal 1° gennaio 2013 ai soggetti che svolgono attività artistica o professionale sono riconosciuti benefici fiscali, semplificazione degli adempimenti amministrativi, oltre ad agevolazioni sugli accertamenti fiscali, qualora provvedano all’invio telematico di corrispettivi e delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze degli acquisti non soggetti a fattura, nonché a istituire un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività esercitata.

Il regime premiale prevede inoltre assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dell’Amministrazione finanziaria e l’accelerazione dei rimborsi e compensazioni IVA.

Aumento IVA al 23% e clausola di salvaguardia (art. 18)

Per evitare il taglio lineare delle agevolazioni fiscali previsto dalla manovra di luglio, e dunque attuare la delega fiscale ed assistenziale in essa inserita, l’IVA potrebbe aumentare (se necessario) di 2 punti percentuali. Un aumento che porterebbe le aliquote a 23 e 12% a partire dal II semestre 2012.

Tempistica accelerata per la riforma delle professioni (art. 33)

Riguarda i professionisti anche una tempistica più stringente per la riforma delle professioni. Se non si provvede alla riforma, le norme vigenti sugli ordinamenti professionali saranno abolite con la conseguente soppressione degli Ordini. È una misura che presumibilmente non mira alla eliminazione degli Ordini, ma solo a costringere all’accordo una rappresentanza molto numerosa e refrattaria ai cambiamenti.

Viene modificata la Legge di Stabilità del mese scorso, dando un tempo limite di attuazione della riforma degli ordinamenti professionali, che dovrà completarsi entro 8 mesi e cioè entro il 13 agosto 2012. Entro tale data gli ordinamenti dovranno adeguarsi ai principi espressi dalla Manovra bis (accesso libero alla professione, la formazione continua obbligatoria, tirocini da regolamentare, assicurazione professionale obbligatoria, libertà per il professionista di farsi pubblicità, distinzione del ruolo amministrativo degli Ordini da quello deontologico. A proposito di tirocini, il tempo massimo previsto passa da 3 anni a 18 mesi.

Riforma delle pensioni anche per le Casse in regime di autonomia?

Una cospicua parte del Decreto riguarda, come noto, una radicale riforma delle pensioni, con l’estensione del metodo contributivo pro rata per tutti i lavoratori, quindi compresi i lavoratori autonomi e le gestioni separate. Non riguarda (ancora) i professionisti iscritti a Casse di previdenza private.

L’argomento rischia però di interessare anche gli iscritti ad Inarcassa nel caso prendano corpo le ipotesi di accorpamento fra Casse o di annessione all’INPS circolate in questi giorni. Oltre a un aumento delle aliquote di oltre 10 punti, verrebbe così applicato il metodo contributivo anche ai professionisti, con l’abbandono dell’attuale sistema retributivo calcolato sull’intera vita professionale, in verità già piuttosto simile a un sistema contributivo.

Dalla documentazione diffusa dal Governo per informare sul nuovo sistema previdenziale, si legge, infatti, che per le Casse professionali viene proposto «un dispositivo che impone alle medesime di adottare – entro il termine di pochi mesi – provvedimenti funzionali al riequilibrio di medio e lungo periodo dei conti e ispirati al rispetto dell’equità intergenerazionale. In assenza di tali provvedimenti si prevede anche per esse l’adozione del metodo contributivo pro rata, dalla medesima data del 1 gennaio 2012».

di M. Barletta

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Il Presidente dell’Antirust contro la riforma delle professioni

Il Presidente dell’Antirust contro la riforma delle professioni
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I praticanti avvocati non possono essere nominati difensori d’ufficio

E’ incostituzionale la legge che consente ai praticanti avvocati di essere nominati difensori d’ufficio.

La Corte costituzionale, con la sentenza 17 marzo 2010, n. 106, dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, secondo comma, ultimo periodo, del regio decreto-legge 27 novembre, 1933, n. 1578 (Ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore) – convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, come modificato dall’art. 1 della legge 24 luglio 1985, n. 406 (Modifiche alla disciplina del patrocinio davanti al pretore), dall’art. 10 della legge 27 giugno 1988, n. 242 (Modifiche alla disciplina degli esami di procuratore legale), e dall’art. 246 del d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 (Norme in materia di istituzione del giudice unico di primo grado) - nella parte in cui prevede che i praticanti avvocati possono essere nominati difensori d’ufficio.

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