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Stupro di gruppo di Fortezza da Basso: il testo della sentenza di assoluzione in appello

Pubblichiamo il testo della sentenza della assoluzione in appello dei 6 giovani accusati per stupro di gruppo di Fortezza da Basso)
il testo della sentenza della assoluzione in appello dei 6 giovani accusati per stupro di gruppo di Fortezza da Basso
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Nuovo Codice Deontologico Forense: vietate agli avvocati pagine e profili sui social network

Con il nuovo Codice Deontologico Forense – in vigore dal 16 dicembre – arrivano puntuali nuove restrizioni per i professionisti del diritto.

Art. 35 comma 9. – “L’avvocato può utilizzare, a fini informativi, esclusivamente i siti web con domini propri senza reindirizzamento, direttamente riconducibili a sé, allo studio legale associato o alla società di avvocati alla quale partecipi.”
Art. 35 co. 10 – “L’avvocato è responsabile del contenuto e della sicurezza del proprio sito, che non può contenere riferimenti commerciali o pubblicitari sia mediante l’indicazione diretta che mediante strumenti di collegamento interni o esterni al sito“.

Addio quindi a profili/pagine dell’avvocato su Facebook, Twitter, Google+, Linkedin, ecc.

Sara’ altresi’ vietato indicare sul sito personale incarichi ed esperienze professionali non strettamente riguardanti la professione, sara’ vietato citare nominativi di clienti e di societa’ assistite dallo studio e tantomeno citare collaborazioni con altre figure professionali non legate allo studio.

Art. 35 co. 2 – “L’avvocato non può dare informazioni che fanno riferimento a titoli, funzioni o incarichi non inerenti l’attività professionale”

Art. 35 co. 6 – “Non è consentita l’indicazione di nominativi di professionisti e di terzi non organicamente o direttamente collegati con lo studio dell’avvocato.”

Art. 35 co. 8. – “Nelle informazioni al pubblico l’avvocato non deve indicare il nominativo dei propri clienti o parti assistite, ancorché questi vi consentano.”

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Le tecniche persuasive dell’avvocato

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Regolamento Cassa Forense (Bozza definitiva del 31.01.2014)

Art. 1 – Iscrizione obbligatoria alla Cassa
1. A decorrere dal 2 febbraio 2013, o dalla data di iscrizione all’Albo, se successiva, l’iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli avvocati iscritti agli Albi professionali forensi, fermo restando il disposto di cui all’articolo 4 della Legge n. 141/1992.
2. L’iscrizione viene deliberata d’ufficio dalla Giunta Esecutiva della Cassa, con la decorrenza di cui al comma 1, non appena sia pervenuta comunicazione dell’iscrizione in un Albo forense.
3. Dell’avvenuta iscrizione alla Cassa deve essere data immediata comunicazione al professionista, unitamente all’indicazione dei termini per avvalersi dei benefici di cui all’art. 3 ed, eventualmente, dell’art. 4 del presente Regolamento.
4. L’iscrizione alla Cassa è obbligatoria, ai sensi del primo comma, anche per gli iscritti agli albi forensi che siano contemporaneamente iscritti in altri Albi professionali. Tuttavia, essi sono tenuti al versamento dei contributi soggettivi e integrativi solo sulla parte di reddito e di volume d’affari relativi alla professione di avvocato, fermo in ogni caso l’obbligo a corrispondere i contributi minimi.
5. L’iscrizione alla Cassa è obbligatoria, ai sensi del primo comma, anche per gli iscritti agli Albi forensi che svolgano funzioni di giudici di pace, di giudice onorari di Tribunale e di sostituto procuratore onorario di udienza. In tal caso, i contributi soggettivi ed integrativi saranno calcolati anche sulle indennità derivanti da tale incarico con modalità e termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione, fermo in ogni caso l’obbligo a corrispondere i contributi minimi.
6. Per gli iscritti ad un Albo forense che esercitino l’attività professionale in modo concorrente o esclusivo in un altro Stato Membro della Unione Europea, si applicano i Regolamenti Comunitari n. 883 del 29/4/2004 e n. 987 del 16/9/2009 per la determinazione della legislazione previdenziale applicabile.

Art. 2 – Obbligo di comunicazione
1. I Consigli dell’Ordine, ed il CNF per gli iscritti nell’Albo Speciale, danno notizia alla Cassa delle iscrizioni agli albi da essi deliberate entro e non oltre 30 giorni dalla delibera, con le modalità previste dall’art. 28 del Regolamento dei contributi.
2. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente Regolamento i Consigli dell’Ordine e il CNF per gli iscritti nell’Albo Speciale, trasmettono alla Cassa gli elenchi degli iscritti agli Albi alla data di entrata in vigore del presente Regolamento, nonché ulteriori elenchi con gli iscritti agli Albi alla data del 2 febbraio 2013.
3. In caso di mancata ricezione della comunicazione di avvenuta iscrizione alla Cassa, successivamente all’iscrizione ad un Albo, l’avvocato è tenuto comunque a registrarsi nell’apposita sezione del sito della Cassa, in un momento precedente alla presentazione della comunicazione obbligatoria di cui all’art. 17 della Legge n. 576/1980 (cd. mod. 5) relativa all’anno di iscrizione all’Albo.
L’iscrizione alla Cassa sarà poi deliberata ai sensi dell’art. 1.
4. I Consigli dell’Ordine, e il CNF per gli iscritti all’Albo Speciale, danno notizia alla Cassa, con le stesse modalità e termini previsti al primo comma, dei provvedimenti di cancellazione, sospensione e di ogni altro provvedimento inerente la tenuta degli Albi.

Art. 3 – Retrodatazione della iscrizione alla Cassa
1. Gli iscritti agli albi, dal momento della loro iscrizione alla Cassa possono, su base volontaria, beneficiare della retrodatazione dell’iscrizione alla Cassa per gli anni di iscrizione nel Registro dei praticanti, per un massimo di cinque anni a partire da quello del conseguimento del Diploma di Laurea in Giurisprudenza e con esclusione degli anni in cui il tirocinio professionale sia stato svolto, per più di sei mesi, contestualmente ad attività di lavoro subordinato.
2. La facoltà di cui al comma 1 deve essere esercitata, mediante presentazione di apposita domanda alla Cassa, entro il termine perentorio di 6 mesi dalla ricezione della comunicazione di avvenuta iscrizione.
3. La domanda deve essere accompagnata dalla comunicazione prevista dall’art. 10 del Regolamento dei contributi, relativamente a tutti gli anni cui si vuole estendere l’efficacia dell’iscrizione.
4. A pena di decadenza dal diritto, l’interessato deve procedere al pagamento in unica soluzione di tutti i contributi dovuti per gli anni relativi alla pratica professionale – fermo restando il contributo soggettivo minimo nella misura ridotta prevista dall’art. 7, comma 2, del presente Regolamento – entro 6 mesi dalla comunicazione della Cassa, ovvero chiedere la rateizzazione in tre anni.
5. Per coloro che, alla data del 2 febbraio 2013, erano già iscritti all’Albo, ma non alla Cassa, in presenza di tutti i requisiti previsti dall’art. 13, Legge n. 141/1992, la retrodatazione dell’iscrizione alla Cassa può essere estesa anche ai primi tre anni di iscrizione all’Albo, con le medesime modalità e costi previsti dal Regolamento dei contributi vigente alla data del 2 febbraio 2013.

Art. 4 – Facoltà di iscrizione ultraquarantenni
1. Gli iscritti agli Albi che al momento dell’iscrizione alla Cassa hanno compiuto il 40° anno di età possono ottenere i benefici di cui al comma 3 del presente articolo, con il pagamento di una speciale contribuzione pari al doppio dei contributi minimi, soggettivo ed integrativo, in misura piena, dell’anno di decorrenza della iscrizione per ciascun anno a partire da quello
del compimento del 39° anno di età fino a quello anteriore alla decorrenza di iscrizione, entrambi inclusi.
2. La facoltà di cui al comma 1 deve essere esercitata, mediante presentazione di apposita domanda alla Cassa, entro il termine perentorio di 6 mesi dalla ricezione della comunicazione di avvenuta iscrizione.
3. I benefici per chi si avvale della facoltà di cui al comma 1 sono i seguenti:
a) per le pensioni di inabilità o invalidità, l’iscrizione si considera avvenuta in data anteriore al compimento del quarantesimo anno di età, ai soli fini di cui all’art. 9, lett. b) del Regolamento delle prestazioni; devono però sussistere tutte le altre condizioni richieste, ivi compreso il compimento degli anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa previsti nella citata lett. b) dell’art. 9 del Regolamento delle prestazioni;
b) per la pensione indiretta, l’iscrizione si considera avvenuta in data anteriore al compimento del quarantesimo anno di età, ai soli fini del comma 4, art. 12 del Regolamento delle prestazioni; devono però sussistere tutte le altre condizioni richieste, ivi compreso il compimento degli anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa previsti nel comma 3 dell’art. 12 del Regolamento delle prestazioni;
c) per le pensioni di vecchiaia, gli anni per i quali è stata pagata la contribuzione di cui al comma 1 valgono al solo fine di completare l’anzianità minima necessaria per acquistare il diritto a tale pensione.
4. A pena di decadenza dal diritto, l’interessato deve procedere in unica soluzione al pagamento della speciale contribuzione, entro 6 mesi dalla ricezione della comunicazione dell’accoglimento della domanda da parte della Giunta Esecutiva, ovvero mediante rateizzazione in tre anni.

Art. 5 – Iscrizione facoltativa alla Cassa
1. L’iscrizione alla Cassa è facoltativa per tutti gli iscritti nel Registro dei praticanti avvocati che siano in possesso del Diploma di Laurea in Giurisprudenza. Essa avviene a domanda degli aventi diritto con delibera della Giunta Esecutiva e può riguardare tutti gli anni del tirocinio professionale, a partire da quello del conseguimento del Diploma di Laurea e ad eccezione di quelli in cui il praticante abbia, per più di sei mesi, svolto il tirocinio contestualmente ad attività di lavoro subordinato.
2. A pena di decadenza dal diritto, l’interessato deve procedere al pagamento in unica soluzione entro 6 mesi dalla comunicazione della Cassa, ovvero rateizzati in tre anni, di tutti i contributi dovuti per gli anni oggetto di iscrizione, fermo restando il contributo soggettivo minimo nella misura ridotta prevista dall’art. 7, comma 2 del presente Regolamento.

Art. 6 – Cancellazione dalla Cassa
1. La cancellazione degli avvocati dalla Cassa viene deliberata d’ufficio dalla Giunta Esecutiva a seguito di cancellazione dell’iscritto da tutti gli Albi forensi, nonché in caso di sua sospensione volontaria annotata nell’Albo ex art. 20 comma 2 e 3 della Legge n. 247/2012.
2. La cancellazione dei praticanti avvocati dalla Cassa viene deliberata dalla Giunta Esecutiva:
a) d’ufficio, in caso di cancellazione dell’iscritto dal Registro dei praticanti, non seguita dall’iscrizione all’Albo degli avvocati;
b) a domanda dell’interessato negli altri casi.

Art. 7 – Contributi dovuti e agevolazioni per i primi anni di iscrizione
1. I contributi dovuti dagli iscritti, per ogni anno di iscrizione alla Cassa, sono quelli stabiliti dagli artt. 2, 3, 6 e 7 del Regolamento dei contributi.
2. Il contributo soggettivo minimo è ridotto alla metà per i primi 6 anni di iscrizione alla Cassa, ove l’iscrizione avvenga entro il 31 dicembre dell’anno in cui l’avvocato compie il 35° anno di età.
Restano invariate le percentuali per il calcolo dei contributi dovuti in autoliquidazione di cui all’art. 2 comma 1, all’art. 3 commi 1 e 2 e all’art. 4 del Regolamento dei contributi.
3. Le agevolazioni previste per il contributo integrativo, dall’art. 6, comma 7 del Regolamento dei contributi, sono estese ad un ulteriore quadriennio mediante la riduzione alla metà del contributo minimo integrativo, ove la primitiva iscrizione sia avvenuta entro il 31 dicembre dell’anno in cui l’avvocato ha compiuto il 35° anno di età.
4. L’ art. 5 del Regolamento dei contributi è soppresso.

Art. 8 – Riscossione contributi minimi
In deroga a quanto previsto dall’art. 25 del Regolamento dei contributi e limitatamente ai primi otto anni di iscrizione alla Cassa, a decorrere dall’entrata in vigore del presente Regolamento, il contributo minimo soggettivo dovuto ai sensi dell’art. 2 del Regolamento dei contributi o dell’art. 7, comma 2 del presente Regolamento, nei casi ivi previsti, è riscosso per la metà nello stesso anno di competenza; il restante importo, se e in quanto dovuto, sulla base del successivo art. 9, deve essere considerato a tutti gli effetti quale contributo in autoliquidazione e riscosso con le modalità e termini di cui agli artt. 23 e 24 del Regolamento dei contributi.

Art. 9 – Ulteriori agevolazioni per percettori di redditi al di sotto dei parametri
1. A decorrere dall’anno 2013 e, comunque, per un arco temporale limitato ai primi otto anni di iscrizione alla Cassa, anche non consecutivi, è data facoltà ai percettori di redditi professionali ai fini IRPEF inferiori a € 10.300, di versare il contributo soggettivo minimo obbligatorio in misura pari alla metà di quello dovuto ai sensi dell’art. 7, secondo comma, del presente Regolamento nei casi ivi previsti, o dell’art. 2, comma 2 del Regolamento dei contributi, ferma restando la possibilità di integrare il versamento su base volontaria fino all’importo stabilito dalle predette norme. Ai fini dell’applicazione del presente comma non si calcolano gli anni di iscrizione retroattiva e facoltativa chiesti ai sensi degli articoli 3 e 5 del presente Regolamento che restano interamente sottoposti alla specifica disciplina ivi prevista.
2. Chi si avvale della facoltà di cui al comma 1 avrà riconosciuto un periodo di contribuzione di sei mesi in luogo dell’intera annualità sia ai fini del riconoscimento del diritto a pensione sia ai fini del calcolo della stessa, ai sensi dell’art. 4, comma 4 del Regolamento per le prestazioni previdenziali, fermo restando la media reddituale di riferimento calcolata sulla intera vita professionale.
3. Per coloro che si avvalgono della facoltà di cui ai commi precedenti resta comunque garantita la copertura assistenziale per l’intero anno solare, anche in caso di versamento ridotto.
4. Nei casi di cui al comma 1 del presente articolo è data, comunque, facoltà, su base volontaria e sempre nell’arco temporale massimo dei primi otto anni di iscrizione alla Cassa, anche non consecutivi, di integrare il versamento del contributo minimo soggettivo con riferimento ad ogni singola annualità, fino al raggiungimento dell’intero importo previsto dall’art. 7, secondo comma del presente Regolamento se e in quanto applicabile, o dall’art. 2, comma 2 del Regolamento dei contributi, per vedersi riconosciute per intero le annualità di contribuzione, sia ai fini del riconoscimento del diritto a pensione sia ai fini del calcolo della stessa.
5. Il limite di € 10.300 di cui al primo comma del presente articolo è adeguato in base agli indici ISTAT a decorrere dal 1°/1/2018 con riferimento alle variazioni intervenute nell’anno precedente.
6. Ai versamenti volontari di cui al comma 4, integrativi del contributo soggettivo minimo, verrà applicato il solo interesse in misura del 2,75% annuo, a partire dal 1° gennaio del secondo anno successivo a quello di competenza.
7. Le agevolazioni di cui al presente articolo non si applicano ai contributi dovuti ai sensi degli artt. 3 e 4 del presente Regolamento e ai titolari di pensione di vecchiaia o anzianità di altri Enti.
8. A partire dall’entrata in vigore del presente Regolamento, la Cassa non potrà dichiarare inefficaci periodi di iscrizione successivi al 2012 per mancanza del requisito della continuità professionale, né procedere a revisioni a norma dell’art. 3 della Legge n. 319/75 e successive modifiche.

Art. 10 – Esoneri temporanei
1. Nei casi particolari previsti dal comma 7 dell’art. 21 della Legge n. 247/2012, è possibile chiedere l’esonero dal versamento dei contributi minimi soggettivo ed integrativo dovuti ai sensi del presente Regolamento, per una sola volta e limitatamente ad un anno solare, con riconoscimento dell’intero periodo di contribuzione ai fini previdenziali.
La richiesta deve essere inoltrata entro i termini finali di pagamento fissati ai sensi dell’art. 25 del Regolamento dei contributi, cui i contributi minimi si riferiscono e deve essere deliberata dalla Giunta Esecutiva della Cassa. In caso di accoglimento, sono comunque dovuti i contributi in autoliquidazione sulla base dell’effettivo reddito professionale e volume d’affari prodotti dall’iscritto. In caso di mancato accoglimento non sono dovuti interessi e sanzioni purché il pagamento avvenga entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione negativa.
2. Nei soli casi di maternità o adozione l’esonero di cui al comma precedente può essere richiesto anche per eventi successivi al primo, fino ad un massimo di tre complessivi.
Per avere titolo a tale ulteriore beneficio l’iscrizione alla Cassa deve essere in atto continuativamente da almeno tre anni al momento dell’evento.

Art. 11 – Norma di coordinamento con il Regolamento delle sanzioni
L’applicazione dell’art. 9 del Regolamento delle sanzioni è sospesa fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello di approvazione del presente Regolamento.
Dopo tale data le sanzioni previste dal predetto art. 9 saranno dovute solo sugli omessi o ritardati versamenti dei contributi minimi nella misura annua obbligatoria stabilita dal presente Regolamento.

Art. 12 – Norme transitorie
1. A coloro che, nelle more dell’approvazione Ministeriale del presente Regolamento e, comunque, non oltre 90 giorni dalla sua entrata in vigore, procedessero alla cancellazione da tutti gli Albi professionali prima della comunicazione della formale iscrizione alla Cassa, in deroga a quanto previsto dal presente Regolamento, nessun contributo minimo sarà richiesto, fermo restando il versamento del contributo integrativo in proporzione al volume di affari effettivamente prodotto. Analogo esonero è previsto per coloro che si cancellino da tutti gli Albi forensi entro 90 giorni dalla comunicazione di iscrizione alla Cassa ai sensi del presente Regolamento.
2. L’esonero di cui al comma precedente sarà revocato per coloro che si reiscriveranno in un Albo professionale forense prima che sia decorso un anno solare dalla cancellazione.
3. Nei confronti di coloro che, alla data del 2 febbraio 2013, erano già iscritti in un Albo forense ma non alla Cassa, le agevolazioni contributive di cui all’art. 7, commi 2 e 3, si applicano senza tenere conto dei limiti di età ivi previsti.

Art. 13 – Area di applicazione
Le facoltà e i benefici previsti dal presente Regolamento si applicano, a decorrere dal 2013, anche agli iscritti alla Cassa da data antecedente al 3 febbraio 2013, qualora sussistano i medesimi requisiti soggettivi ed oggettivi.

Art. 14 – Entrata in vigore
1. Il presente Regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento di approvazione ministeriale sulla Gazzetta Ufficiale.
2. Ogni disposizione incompatibile con le norme del presente Regolamento si intende abrogata.

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Cassa Forense: alcuni dati sui redditi degli avvocati italiani

SOno 155.150 gli avvocati che hanno inviato il modello 5. Tra questi 5.360 hanno dichiarato reddito zero o meno di zero, 33.835 hanno dichiarato redditi inferiori a 10.000 euro (21,8%); 58.626 avvocati hanno dichiarato reddito inferiore a 16.154 euro pari (37,8%).
Quindi 138.222 avvocati – pari al 89,1% del totale – dichiarano redditi al di sotto del tetto pensionabile di 89.450 euro all’anno e pertanto solo il 10,9% dichiara redditi sopra il tetto pensionabile ed è titolare del 53,7% complessivo del reddito dichiarato dalla avvocatura.

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CNF: ecco le norme del nuovo ordinamento professionale gia’ applicabili

Immediatamente applicabili le norme relative alla pubblicità informativa, all’obbligo di formazione continua se pur secondo le regole attuali in attesa di un nuovo regolamento, alla determinazione dei compensi e al conferimento dell’incarico (compreso il divieto di patto di quota lite); e ancora la tendenziale riserva dell’attività di consulenza stragiudiziale e la riserva di difesa negli arbitrati rituali. Quanto alla governance, scatta da subito la incompatibilità tra la carica di consigliere dell’Ordine e componente del Cda o comitato dei delegati della Cassa forense. Confermato il tirocinio a 18 mesi. Il CNF al lavoro sulla redazione dei regolamenti e sulla revisione del codice deontologico per garantire al più presto il pieno regime della riforma.

Consultando il Dossier n. 1/2013, che è stato diramato agli Ordini forensi lo scorso 22 gennaio, è possibile prendere contezza delle norme di immediata vigenza, dei tempi di entrata in vigore di alcune altre e del timing dei provvedimenti di attuazione.
Con l’avvertenza che l’entrata in vigore della nuova legge professionale (legge 31 dicembre 2012, n. 247) ha determinato la sopravvenuta inapplicabilità alla professione forense delle norme contenute nell’art. 3, co. 5, del D.L. 138/2011, conv. in l. n. 148/2011 e s.m.i. e, conseguentemente, delle norme contenute nel D.P.R. n. 137/2012 (cosiddetta Riforma delle professioni). Questo in relazione alle regole sulla priorità delle fonti e sulla successione delle leggi nel tempo.
Dunque la transizione avverrà tra vecchio e nuovo ordinamento forense.

Il Dossier consta di diverse sezioni con livelli diversi di approfondimento (Faq per le risposte immediate; una tabella con il timing dei regolamenti di attuazione previsti dalla legge; Note esplicative della legge e Il testo delle legge con le note a margine di ogni disposizione).

Poiché molte norme presuppongono l’adozione di regolamenti per la loro piena operatività, il CNF è già al lavoro sulla redazione di quelli che la legge assegna alla sua competenza e sulla revisione del codice deontologico. Il plenum, nella seduta del 18 gennaio, ha infatti definito il metodo di lavoro, che prevede sui primi consultazioni con Ordini, Unioni e Associazioni forensi.

Da consiglionazionaleforense.it

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Riforma dell’ordinamento forense approvata con emendamenti dalla Commissione Giustizia della Camera

XVI LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI
N. 3900
PROPOSTA DI LEGGE
APPROVATA, IN UN TESTO UNIFICATO, DAL SENATO DELLA REPUBBLICA
il 23 novembre 2010 (v. stampati Senato nn. 601-711-1171-1198) d’iniziativa dei senatori
GIULIANO; CASSON, CAROFIGLIO, CHIAROMONTE, CHIURAZZI, D’AMBROSIO, DELLA MONICA, FINOCCHIARO, FONTANA, GALPERTI, LATORRE, MARITATI, MONGIELLO, BARBOLINI; BIANCHI, CHIURAZZI, DEL VECCHIO, DI GIOVAN PAOLO, SERRA, STRADIOTTO; MUGNAI
Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense
Trasmessa dal Presidente del Senato della Repubblica
il 24 novembre 2010
TESTO CON LE MODIFICHE APPROVATE IN COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA IL 6 GIUGNO 2012
PROPOSTA DI LEGGE
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1.
(Disciplina dell’ordinamento forense).

………………

SCARICA IL PDF DEL TESTO COMPLETO (testo-riforma-forense-06-06-2012)

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Esecuzione contro la P.A.: Cassazione civile, sez. III, 26/11/2010 n. 24078

Cassazione civile , sez. III, 26 novembre 2010 , n. 24078

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE TERZA CIVILE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –
Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –
Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –
Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –
Dott. FRASCA Raffaele – rel. Consigliere –
ha pronunciato la seguente:
ordinanza
sul ricorso 7747-2009 proposto da:
INPDAP – ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIPENDENTI
DELL’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA (OMISSIS) in persona del Presidente
– Commissario Straordinario, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
DI SANTA CROCE IN GERUSALEMME 5, presso lo studio dell’avvocato
FIORENTINO GIUSEPPE (dell’Avvocatura dell’Istituto), che lo
rappresenta e difende, giusta procura ad litem a margine del ricorso;
– ricorrente –
contro
V.B.;
– intimata –
avverso la sentenza n. 138/2009 del GIUDICE DI PACE di MESSINA del
13.12.08, depositata il 09/01/2009;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
07/10/2010 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELE FRASCA;
udito per il ricorrente l’Avvocato Giuseppe Fiorentino che si riporta
agli scritti.
E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. CARLO DESTRO
che nulla osserva rispetto alla relazione scritta.

Fatto
Diritto

quanto segue:
p.1. L’INPDAP – Istituto Nazionale dei Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica ha proposto ricorso straordinario per cassazione contro la sentenza del 9 gennaio 2009, con la quale il Giudice di Pace di Messina, investito da esso ricorrente dell’opposizione – limitatamente alla somma di Euro 161,24 – avverso un precetto notificatogli da V.B. per il pagamento della maggior somma di Euro 813,90 sulla base di un decreto ingiuntivo riguardo al quale era stata concessa provvisoria esecutività ai sensi dell’art. 648 c.p.c. nel relativo giudizio di opposizione, ha rigettato l’opposizione, assumendo che l’opposizione, fondata dal ricorrente sulla inosservanza del termine dilatorio di cui al D.L. 31 dicembre 1996, n. 669, art. 14, sarebbe stata da qualificare come opposizione agli atti esecutivi e come tale doveva reputarsi proposta tardivamente, cioè oltre il termine di venti giorni dalla intimazione del precetto. L’intimata non ha resistito al ricorso.
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Le news del DLgs 201/2011 pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Nel pacchetto di misure “salva Italia” approvato dal Consiglio dei Ministri di domenica scorsa rientrano numerose misure di interesse per i professionisti, con novità anche dal punto di vista fiscale e contributivo. Il Decreto contiene una riforma delle pensioni, limitazioni all’utilizzo del contante, benefici fiscali e semplificazioni amministrative per professionisti, tempi certi per una riforma delle professioni, oltre a un eventuale aumento dell’IVA di due punti percentuali.

Aggiornamento del 7 dicembre 2011
Il decreto (DLgs 201/2011) pubblicato in Gazzetta Ufficiale e già in vigore.

Nuovi limiti per l’utilizzo del contante (art. 12)

Nel “pacchetto antievasione”, a partire dal 1 gennaio 2012 il divieto di utilizzo dei contanti e dei titoli al portatore per pagamenti superiori ai 1000 euro. Una riduzione ben più severa rispetto a quanto fissato quest’estate dall’ultima manovra che aveva già abbassato la soglia da 5000 a 2500 euro, ma più alta dei 500 euro ventilati alla vigilia.

Regime fiscale premiale a favore della trasparenza (art. 10)

Dal 1° gennaio 2013 ai soggetti che svolgono attività artistica o professionale sono riconosciuti benefici fiscali, semplificazione degli adempimenti amministrativi, oltre ad agevolazioni sugli accertamenti fiscali, qualora provvedano all’invio telematico di corrispettivi e delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze degli acquisti non soggetti a fattura, nonché a istituire un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all’attività esercitata.

Il regime premiale prevede inoltre assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dell’Amministrazione finanziaria e l’accelerazione dei rimborsi e compensazioni IVA.

Aumento IVA al 23% e clausola di salvaguardia (art. 18)

Per evitare il taglio lineare delle agevolazioni fiscali previsto dalla manovra di luglio, e dunque attuare la delega fiscale ed assistenziale in essa inserita, l’IVA potrebbe aumentare (se necessario) di 2 punti percentuali. Un aumento che porterebbe le aliquote a 23 e 12% a partire dal II semestre 2012.

Tempistica accelerata per la riforma delle professioni (art. 33)

Riguarda i professionisti anche una tempistica più stringente per la riforma delle professioni. Se non si provvede alla riforma, le norme vigenti sugli ordinamenti professionali saranno abolite con la conseguente soppressione degli Ordini. È una misura che presumibilmente non mira alla eliminazione degli Ordini, ma solo a costringere all’accordo una rappresentanza molto numerosa e refrattaria ai cambiamenti.

Viene modificata la Legge di Stabilità del mese scorso, dando un tempo limite di attuazione della riforma degli ordinamenti professionali, che dovrà completarsi entro 8 mesi e cioè entro il 13 agosto 2012. Entro tale data gli ordinamenti dovranno adeguarsi ai principi espressi dalla Manovra bis (accesso libero alla professione, la formazione continua obbligatoria, tirocini da regolamentare, assicurazione professionale obbligatoria, libertà per il professionista di farsi pubblicità, distinzione del ruolo amministrativo degli Ordini da quello deontologico. A proposito di tirocini, il tempo massimo previsto passa da 3 anni a 18 mesi.

Riforma delle pensioni anche per le Casse in regime di autonomia?

Una cospicua parte del Decreto riguarda, come noto, una radicale riforma delle pensioni, con l’estensione del metodo contributivo pro rata per tutti i lavoratori, quindi compresi i lavoratori autonomi e le gestioni separate. Non riguarda (ancora) i professionisti iscritti a Casse di previdenza private.

L’argomento rischia però di interessare anche gli iscritti ad Inarcassa nel caso prendano corpo le ipotesi di accorpamento fra Casse o di annessione all’INPS circolate in questi giorni. Oltre a un aumento delle aliquote di oltre 10 punti, verrebbe così applicato il metodo contributivo anche ai professionisti, con l’abbandono dell’attuale sistema retributivo calcolato sull’intera vita professionale, in verità già piuttosto simile a un sistema contributivo.

Dalla documentazione diffusa dal Governo per informare sul nuovo sistema previdenziale, si legge, infatti, che per le Casse professionali viene proposto «un dispositivo che impone alle medesime di adottare – entro il termine di pochi mesi – provvedimenti funzionali al riequilibrio di medio e lungo periodo dei conti e ispirati al rispetto dell’equità intergenerazionale. In assenza di tali provvedimenti si prevede anche per esse l’adozione del metodo contributivo pro rata, dalla medesima data del 1 gennaio 2012».

di M. Barletta

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Nuovo contributo unificato

Il decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, è stato convertito in legge.
La legge di conversione entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (la pubblicazione in GU è prevista per oggi).
Si segnala l’articolo 48-bis (Assunzione di magistrati del decreto legge, introdotto in sede di conversione, che al comma 2 prevede l’aumento de contributo unificato.

Si riporta di seguito il testo dell’articolo 48-bis

ARTICOLO 48-bis.
(Assunzione di magistrati).

1. Il Ministero della giustizia, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste dalla normativa vigente per l’anno 2010, è autorizzato ad assumere magistrati ordinari vincitori di concorso già concluso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, entro il limite di spesa di 6,6 milioni di euro per l’anno 2010, di 16 milioni di euro per l’anno 2011, di 19,2 milioni di euro per l’anno 2012 e di 19,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013. Agli oneri derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui al presente comma si provvede mediante l’utilizzo del maggior gettito di cui al comma 2.

2. I commi 1 e 2 dell’articolo 13 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono sostituiti dai seguenti:
« 1. Il contributo unificato è dovuto nei seguenti importi:
a) euro 33 per i processi di valore fino a 1.100 euro;
b) euro 77 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino a euro 5.200 e per i processi di volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile;
c) euro 187 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;
d) euro 374 per i processi di valore superiore a euro 26.000 e fino a euro 52.000 e per i processi civili e amministrativi di valore indeterminabile;
e) euro 550 per i processi di valore superiore a euro 52.000 e fino a euro 260.000;
f) euro 880 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e fino a euro 520.000;
g) euro 1.221 per i processi di valore superiore a euro 520.000.
2. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto è pari a euro 220. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo è ridotto della metà. Per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto è pari a euro 30. Per i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo dovuto è pari a euro 132 ».

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