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Stupro di gruppo di Fortezza da Basso: il testo della sentenza di assoluzione in appello

Pubblichiamo il testo della sentenza della assoluzione in appello dei 6 giovani accusati per stupro di gruppo di Fortezza da Basso)
il testo della sentenza della assoluzione in appello dei 6 giovani accusati per stupro di gruppo di Fortezza da Basso
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L’avvocato è tra le 5 professioni piu’ deprimenti secondo il Time

Secondo una ricerca del Time sulle 5 professioni piu’ remunerative ma che rendono infelici, quella dell’Avvocato e’ al 3° posto, insieme al dentista.

Il reddito medio annuo per un avvocato associato in grandi città come New York e Chicago è di circa 160 mila dollari; tuttavia, il denaro non sembra correlarsi strettamente alla felicità del professionista.

Secondo i dati della ricerca, avvocati associati (e dentisti) sono tra i primi della lista delle professioni con i tassi di suicidio più elevati.

Gli avvocati, oltre che per gli alti tassi di suicidio, sono stati trovati ad avere il più alto tasso di depressione tra le 100 professioni considerate in uno studio della Johns Hopkins University. Gli avvocati avrebbero 3,6 volte più probabilità, rispetto alla media, di essere depressi.

Nel 2013, gli avvocati associati sono saliti al top della lista di ForbesUnhappiest Jobs” (Lavori piu’ infelici), superando anche lavori meno prestigiosi e meno remunerativi come lavoratori in servizi di Customer Service e commessi di negozio. Mentre che questi ultimi lavoratori sono più infelici in quanto sottopagati, con un potenziale di crescita professionale limitato e mansioni poco emozionanti, gli avvocati associati dichiarano di essere più frustrati dalle troppe ore lavorative giornaliere, dalla pressione delle scadenze e delle responsabilita’ professionali, dall’essere costantemente proccupati della fatturazione ai clienti, e anche dal trattamento economico che – rispetto ai soci nella loro law firm – e’ decisamente modesto.

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Le tecniche persuasive dell’avvocato

Un economico ma prezioso ebook sul ragionamento e le tecniche persuasive dell’avvocato. Da non perdere!

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Cassa Forense: alcuni dati sui redditi degli avvocati italiani

SOno 155.150 gli avvocati che hanno inviato il modello 5. Tra questi 5.360 hanno dichiarato reddito zero o meno di zero, 33.835 hanno dichiarato redditi inferiori a 10.000 euro (21,8%); 58.626 avvocati hanno dichiarato reddito inferiore a 16.154 euro pari (37,8%).
Quindi 138.222 avvocati – pari al 89,1% del totale – dichiarano redditi al di sotto del tetto pensionabile di 89.450 euro all’anno e pertanto solo il 10,9% dichiara redditi sopra il tetto pensionabile ed è titolare del 53,7% complessivo del reddito dichiarato dalla avvocatura.

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Nuovo contributo unificato

Il decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, è stato convertito in legge.
La legge di conversione entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (la pubblicazione in GU è prevista per oggi).
Si segnala l’articolo 48-bis (Assunzione di magistrati del decreto legge, introdotto in sede di conversione, che al comma 2 prevede l’aumento de contributo unificato.

Si riporta di seguito il testo dell’articolo 48-bis

ARTICOLO 48-bis.
(Assunzione di magistrati).

1. Il Ministero della giustizia, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste dalla normativa vigente per l’anno 2010, è autorizzato ad assumere magistrati ordinari vincitori di concorso già concluso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, entro il limite di spesa di 6,6 milioni di euro per l’anno 2010, di 16 milioni di euro per l’anno 2011, di 19,2 milioni di euro per l’anno 2012 e di 19,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013. Agli oneri derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui al presente comma si provvede mediante l’utilizzo del maggior gettito di cui al comma 2.

2. I commi 1 e 2 dell’articolo 13 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono sostituiti dai seguenti:
« 1. Il contributo unificato è dovuto nei seguenti importi:
a) euro 33 per i processi di valore fino a 1.100 euro;
b) euro 77 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino a euro 5.200 e per i processi di volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile;
c) euro 187 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;
d) euro 374 per i processi di valore superiore a euro 26.000 e fino a euro 52.000 e per i processi civili e amministrativi di valore indeterminabile;
e) euro 550 per i processi di valore superiore a euro 52.000 e fino a euro 260.000;
f) euro 880 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e fino a euro 520.000;
g) euro 1.221 per i processi di valore superiore a euro 520.000.
2. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto è pari a euro 220. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo è ridotto della metà. Per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto è pari a euro 30. Per i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo dovuto è pari a euro 132 ».

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Mediazione: Domande alla Consob per arbitri entro il 24 maggio

Roma,15 aprile 2010 (Ansa) – Entra nel vivo l’attività della Camera di conciliazione e arbitrato, istituita presso la Consob per risolvere le controversie tra semplici investitori e intermediari finanziari senza ricorrere alla giustizia ordinaria. Da oggi è possibile presentare le domande per l’iscrizione agli elenchi degli arbitri e dei conciliatori: sono interessati avvocati, commercialisti, notai, magistrati, professori universitari o alti dirigenti dello Stato. Si tratta di figure che, se in possesso dei requisiti professionali e deontologici previsti dai regolamenti della Camera, potranno svolgere l’attività di conciliatore e arbitro: a loro potranno rivolgersi i singoli risparmiatori nei casi di mancata trasparenza, scorrettezze o illeciti relativi alla collocazione di titoli, a fondi comuni o ad altri tipi di investimenti finanziari.
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MEDIAZIONE: Il Cnf chiede subito i decreti ministeriali

Roma, 9 aprile 2010 (Agi) – Fare in fretta con i decreti ministeriali sui requisiti degli organismi di conciliatori e dei conciliatori e sulle indennità, che attueranno in concreto la riforma che ha introdotto nel sistema giustizia la mediazione. È quanto chiedono gli Ordini forensi, che, in una riunione organizzata dal Cnf, hanno sottolineato l’esigenza di avere un quadro normativo completo per poter cogliere al meglio le opportunità e superare le difficoltà interpretative e pratiche che le norme hanno posto. Sul mercato, infatti, sono già operative strutture private, legittimate dalla riforma societaria, mentre appena una decina di Ordini possono vantare un organismo di conciliazione già avviato. Inoltre, spiega il Consiglio forense, bisogna organizzare la formazione e, in assenza dei decreti ministeriali che fissino i requisiti dei conciliatori, è tutto più difficile. L’indicazione emersa oggi da parte del Cnf è quella di aspettare i decreti attuativi e di muoversi in un quadro aggiornato: proprio per questo la richiesta al ministero della Giustizia è «di fare il più in fretta possibile». Con la riforma governativa, gli Ordini sono chiamati a istituire organismi di conciliazione presso i tribunali, che saranno riconosciuti di diritto dal ministero: «un’opportunità», rileva il Cnf, «ma anche una sfida visto che, per chi non è già sul mercato sulla base delle vecchie regole, il rischio è quello di una partenza in salita che potrebbe trasformarsi anche in una iniziativa inutile e piuttosto costosa».

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L’IMPOTENZA COPULATIVA E GENERATIVA IN AMBITO CANONICO

L’avv. Chiara Berretta ha partecipato nel mese di dicembre 2007 nella sede dell’ Università Pontificia Santa Croce, in Roma, ad un corso formativo svoltosi alla presenza del Prof. Franco Poterzio, docente presso l’Università degli Studi di Milano, il quale ha illustrato e spiegato l’importanza della perizia psichiatrica, all’interno del processo per la dichiarazione di nullità del matrimonio canonico, facendo esplicito riferimento al canone 1095.
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Impotenza Copulativa e Generativa in Ambito Canonico

Tesi sulla perizia psichiatrica all’interno del processo di dichiarazione di nullità del matrimonio di Chiara Berretta.
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