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Appalti pubblici: le amministrazioni aggiudicatrici possono imporre, nel capitolato d’oneri di una gara con procedura aperta, requisiti minimi per la valutazione tecnica

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Corte di giustizia UE, quarta sezione, sentenza 20 settembre 2018
La Corte di giustizia UE ha dichiarato che: 1) la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE, dev’essere interpretata nel senso che non osta ad una normativa nazionale (come quella spagnola) che autorizza le amministrazioni aggiudicatrici ad imporre, nel capitolato d’oneri di una gara d’appalto con procedura aperta, requisiti minimi per la valutazione tecnica, cosicché le offerte presentate che, al termine di tale valutazione, non raggiungono una soglia di punteggio minima prestabilita sono escluse dalla successiva valutazione fondata sia su criteri tecnici sia sul prezzo; 2) l’art. 66 della direttiva 2014/24 dev’essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa nazionale (come quella spagnola) che autorizza le amministrazioni aggiudicatrici ad imporre, nel capitolato d’oneri di una gara d’appalto con procedura aperta, requisiti minimi per la valutazione tecnica, cosicché le offerte presentate che, al termine di tale valutazione, non raggiungono una soglia di punteggio minima prestabilita sono escluse dalle fasi successive dell’aggiudicazione dell’appalto, e ciò a prescindere dal numero di offerenti restanti. segue..
Da Eius.it

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