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Cassa Forense: nel 2010 passa al 4% l'aliquota del contributo integrativo
:: Dem + Lupus :: 08 Gen 2010 - 04:06 |
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Con nota del Ministero del Lavoro in data 18/12/2009 e successivo comunicato, la cui pubblicazione in G.U. è programmata per il giorno 31/12/2009, si è definitivamente concluso l'iter di approvazione della Riforma Previdenziale Forense, articolata nel nuovo Regolamento delle prestazioni previdenziali e nel nuovo Regolamento dei contributi.
Nell'esprimere soddisfazione per l'approvazione definitiva dell'importante provvedimento che garantisce la sostenibilità del sistema previdenziale forense ben oltre i 30 anni imposti dall'art. 1, comma 763, della legge finanziaria 2007, la Presidenza dell'Ente segnala, in particolare, a tutti gli iscritti agli Albi Forensi, l'immediata entrata in vigore dell'aliquota del contributo integrativo in misura del 4% (anziché del 2%) su tutte le fatture di natura professionale emesse, a decorrere dal 1° gennaio 2010, da avvocati iscritti agli Albi o da praticanti già iscritti alla Cassa.
Quanto prima la Cassa Forense provvederà a mettere a punto un programma di attività informative per divulgare le nuove disposizioni fra gli iscritti.
Maggiori dettagli QUI
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Cassazione: Comunicare a un interlocutore che le sue "cazzate" non ci interessano e' legittimo
:: Admin_M :: 28 Dic 2009 - 05:06 |
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Lo ha stabilito la II Sez Pen. della Suprema Corte con la sentenza 49423, secondo la quale il termine "cazzate", utilizzato per liquidare una cosa come di "poco conto" e "priva di consistenza", per quanto «volgare», non possiede quella carica offensiva tale da ledere «l'onore della persona» che se la sente indirizzare.
Nel caso specifico la Cassazione ha confermato l’assoluzione dal reato di ingiuria di Davide S., un giovane veneto di 31 anni che, durante un alterco con un avvocato vicino di casa - Giancarlo M. - contrario al divieto di parcheggiare l’auto nel cortile teste' decisa dall’assemblea condominiale, aveva detto a suo padre, presente al bisticcio, «papà, andiamo via, abbiamo cose più importanti da fare che ascoltare le sue cazzate» con riferimento alle lamentele del condomino che - risentito - ha poi avviato la causa.
«In effetti - osservano ancora i supremi giudici - non appare manifestamente illogica o intrinsecamente incoerente una affermazione che ritenga priva di voluto e diretto contenuto lesivo una frase rivolta ad altra persona e con la quale si indicano come "cazzate" le lamentele formulate da chi chiedeva spiegazioni per fatti illeciti che attribuiva all'autore della frase in oggetto». L'espressione è «irrispettosa e censurabile ma la corte territoriale ha attribuito rilievo al fatto che quella terminologia intendeva descrivere le rimostranze altrui come prive di consistenza e immeritevoli di essere ascoltate oltre». E non era riferita «alla persona di chi quelle rimostranze formulava, per indicarne la pochezza come persona».
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Avvocati: lobby in decadenza e un futuro di piccoli studi
:: Admin :: 06 Mag 2009 - 08:48 |
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Sono sempre di più e sono sempre più scontenti. Il numero degli avvocati in Italia aumenta di anno in anno e la categoria, preoccupata da scadimento della professionalità, perdita di prestigio sociale, calo dei guadagni e in lotta con leggi che cambiano da un giorno all’altro, reagisce riducendo le dimensioni degli studi professionali. Una ricerca commissionata dalla Camera penale di Milano analizza la situazione e intravede una luce in fondo al tunnel: il futuro è nella specializzazione, gli studi saranno sempre più boutique legali.
Per capire l’origine del malessere che attraversa il mondo dell’avvocatura basta dare una letta ai dati. Dicono di un’esplosione dell’accesso alla professione negli ultimi 30 anni che ha fatto diventare l’Italia, con 213.081 avvocati, 36,8 ogni diecimila abitanti, il terzo paese in Europa per numero di professionisti dietro solo al Liechtenstein, che ne ha 39, e alla Spagna, con 38,7. Un terzo più di Germania (146.910), che però ha una popolazione di 82 milioni di abitanti, e della Gran Bretagna (140.685) e più di cinque volte della Francia (47.765). Nella sola Milano, in 18 anni gli iscritti all’Albo sono passati da 4.429 a 19.569.
Aumentando l’offerta, si riducono le parcelle.
Segue su: Corriere.it
Leggi tutto... (6218 bytes)
Nota: Da: www.corriere.it
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